E le frodi alimentari aumentano vertiginosamente

frodi E continuo a parlare di Sicurezza alimentare, con questa sintesi del rapporto sulle frodi alimentari presentato lo scorso giugno dall’Associazione FareAmbiente.

Se una mozzarella diventa blu è facile accorgersi che c’é qualcosa che non va, ma anche una mozzarella bianchissima potrebbe essere taroccata, col gesso, come è stato in passato scoperto grazie ai sequestri effettuati dai Nas in Italia. Milioni di controlli e ispezioni, settore per settore, vengono effettuati ogni anno da Nas, Guardia di finanza, servizi veterinari e di igiene delle Asl, in difesa del consumatore italiano. Tra il 2008 e il 2009 le frodi agroalimentari in Italia sono aumentate in maniera vertiginosa segnando una crescita del 32%. Un giro d’affari illecito del valore di 3 milioni di euro al giorno, che provoca ingenti danni all’economia nazionale, dal momento che l’agroalimentare si colloca al secondo posto dopo il metalmeccanico tra i settori industriali. (Fonte:http://www.italiamagazineonline.it)

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Perchè le mozzarelle diventano blu?

Le avevano chiamate le "mozzarelle dei puffi" perché, a contatto con l’aria, diventano blu. Due donne, una a Torino e l’altra a Trento, lo scorso giugno hanno lanciato l’allarme denunciando l’accaduto ai carabinieri. E i militari del Nas (nucleo antisofisticazioni) hanno effettuato un primo maxi-sequestro di 70 mila confezioni, mentre il pm Raffaele Guariniello, della procura torinese, ha aperto un’inchiesta. Le mozzarelle, prodotte in Germania, erano destinate ai banconi di una nota catena di supermercati discount, che le distribuiva a costi compresi fra 1,75 e 2 euro. La società – hanno spiegato gli inquirenti – si è comportata bene, collaborando con i carabinieri e dandosi da fare per ritirare tutti i pezzi entrati in circolazione. I test svolti dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie, hanno accertato che all’origine del fenomeno c’é un batterio, capitato nel formaggio durante le ultime fasi della lavorazione.

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Lasagne killer, maionese e frutti di mare. 2010: un’estate tossica!

cibokiller L’estate che ci stiamo lasciando alle spalle ci conferma che i pericoli di tossinfezione alimentare non sono certo migliorati negli anni, nonostante i grandi sforzi in materia di Sicurezza Alimentare. Tanti infatti sono stati gli episodi nel nostro paese che hanno reso il cibo uno nei peggiori problemi delle vacanze, dopo il traffico ed il caldo torrido. L’escalation di eventi è cominciata a fine maggio con la maionese del vitello tonnato, l’indiziata numero uno della devastante intossicazione alimentare esplosa all’interno della casa di cura «Palazzolo», un istituto specializzato nella riabilitazione di pazienti spesso molto anziani. L’intossicazione ha colpito duecentocinquanta pazienti. Tre di questi sono morti.

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Dopo un anno, nuovo look!

Rieccoci! A un anno esatto dall’esordio in rete di questo blog e, dopo un periodo di stop durato circa 4 mesi, scienziatodelcibo rientra dopo aver cambiato look. In pratica, pur mantenendo la piattaforma WordPress, il blog ha ora un proprio dominio.

Un progetto questo, nato quasi per gioco, come vetrina virtuale per l’attività di . . . → Read More: Dopo un anno, nuovo look!

Bollo CE per prodotti di origine animale: la procedura nella Regione Puglia

Carni-suine-e-preparati2 Come la Regione Puglia ha recepito le indicazioni del Ministero della Salute in merito al riconoscimento degli stabilimenti che trasformano prodotti di origine animale? Con la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 21 maggio 2007, n. 612 a seguito dell’accordo del 09 febbraio 2006, ai sensi dell’art. 4 del Decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome la nostra Regione ha recepito le “Linee Guida applicative del Regolamento CE 853 del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti di origine animale”. Per la Regione Puglia sono soggetti a riconoscimento:

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Prodotti di origine animale: quando ci vuole il marchio d’identificazione sanitario (ex Bollo CE)?

macellazione Facciamo chiarezza su una questione ancora poco chiara agli operatori, riguardante gli obblighi sanitari e di riconoscimento per chi prepara e manipola alimenti di origine animale. L’incremento anche qui in Puglia, di laboratori di preparazione di piatti pronti per vendita diretta o verso terzi, oltre alla pasta ripiena e gastronomia da asporto, ha generato molta confusione in merito agli obblighi di tali strutture di trasformazione che, tra i vari ingredienti, utilizzano prodotti di origine animale.

Gli operatori del settore alimentare possono immettere sul mercato solo prodotti di origine animale contrassegnati da un bollo sanitario apposto ai sensi del Regolamento CE n. 854/04; o qualora tale regolamento non preveda l’applicazione di un bollo sanitario, da un marchio di identificazione apposto ai sensi dell’allegato II, sezione I, del regolamento. Il bollo sanitario è richiesto per le carni fresche mentre il marchio di identificazione sanitario è previsto per i prodotti a base di carne, latte e derivati, prodotti della pesca, uova e miele.

Bandi per autoimpiego e creazione d’impresa in Puglia

wtow Molto spesso su questo blog mi occupo di bandi della Regione Puglia e non solo, che riguardano opportunità e finanziamenti per il settore agro-alimentare, dato che i miei associati si occupano di ciò. Mi stanno arrivando diverse mail di lettori che mi chiedono dell’opportunità di usufruire di agevolazioni per creare una microimpresa o semplicemente aprire un’attività in proprio (non solo per il settore alimentare). Non seguo direttamente io questa roba, così vi posto una valutazione fatta da un commercialista del nostro network.

Ho dato un’occhiata al bando”WELFARE TO WORK – Finanziamenti per autoimpiego o creazione d’impresa” , è simile al bando di Sviluppo Italia previsto per le aziende individuali: il contributo di euro 25.000,00 al lordo delle ritenute di legge però è interamente a fondo perduto e viene erogato in due tranche; in caso di società il contributo è concesso per ciascun socio fino ad un massimo di 3 (quindi il contributo massimo è di euro 75.000,00 al lordo delle ritenute di legge). L’imprenditore o i singoli soci devono essere disoccupati.

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Aggiornata la lista degli allergeni alimentari

Nuova immagine spiga Il 25 novembre 2003 entrò in vigore la c.d. direttiva allergeni, 2003/89/CE, mediante la quale il legislatore comunitario intese garantire ai consumatori affetti da allergie alimentari, le informazioni a loro utili per discernere l’esatto contenuto dei prodotti alimentari. Gli ingredienti che appartengono all’elenco delle sostanze allergeniche o siano da tali sostanze derivati – quando utilizzati nella preparazione di un alimento e presenti nel prodotto finito (anche se in forma alterata) – devono venire inderogabilmente menzionati in etichetta con il nome della sostanza (es. noci).

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Intolleranza o allergia?

image Approfondiamo quindi la tematica sugli allergeni e le intolleranze alimentari cogliendo l’occasione dell’aggiornamento della lista degli alimenti considerati tali. Cosa sono gli allergeni? Sono quei componenti (solitamente alcune proteine) di un alimento che per alcuni individui rappresentano un “veleno” mentre non lo sono per la maggior parte delle persone. La reazione negativa al cibo è spesso erroneamente definita allergia alimentare. In molti casi è provocata da altre cause come un’intossicazione alimentare di tipo microbico, un’avversione psicologica al cibo o un’intolleranza ad un determinato ingrediente di un alimento. L’allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario.

Allergeni nel piatto del ristorante

image Parliamo di allergeni. Novità per i ristoratori: il D.Lgs. n. 114/2006, meglio conosciuto come “la normativa allergeni”, non prevede per i ristoratori l’obbligo di indicare la presenza di ingredienti allergenici negli alimenti somministrati ai propri clienti. Bene! Dopo l’ultimo caso, riguardante una ragazza finita all’ospedale dopo aver consumato una bistecca che aveva subito un trattamento con sostanze consentite ma non dichiarate (solfiti), utilizzate comunemente nelle macellerie per far apparire la carne più rossa,  il Ministero della salute  ha emanato l’Ordinanza 29 gennaio 2010, avente come oggetto “ Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione”, con la quale vengono imposti nuovi obblighi ai ristoratori e a tutti coloro che somministrano alimenti.

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Etichettatura dei prodotti alimentari Parte III: le normative verticali

E arriviamo quindi alle normative verticali che riguardano particolari prodotti alimentari, gli additivi o, nello specifico, le varie categorie di alimenti.etichge3 L’etichettatura dei prodotti alimentari mira a garantire che i consumatori dispongano di informazioni complete sul contenuto e sulla composizione dei prodotti, allo scopo di tutelarne la salute e gli interessi. Altre informazioni possono riguardare una qualità particolare del prodotto, come l’origine o il metodo di produzione. Alcuni prodotti alimentari, come gli organismi geneticamente modificati, i prodotti alimentari allergeni, i prodotti alimentari destinati ai lattanti o varie bevande sono più soggetti di altri a regolamentazioni specifiche.
Anche l’etichettatura di determinati prodotti non alimentari deve contenere informazioni particolari, al fine di garantirne la sicurezza di utilizzo e di permettere al consumatore di operare una vera scelta. Inoltre gli imballaggi dei prodotti alimentari devono rispettare determinati criteri di fabbricazione per evitare che i prodotti stessi subiscano contaminazioni. Di seguito potrete trovare i link alle specifiche categorie di vostro interesse, riportandovi alle sintesi della legislazione dell’UE. Un prontuario molto utile per consultare tutta la legislazione in materia di etichettatura alimentare.

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Etichettatura dei prodotti alimentari Parte II: la normativa italiana

etichette1 Siamo arrivati alla seconda puntata di questa carrellata in materia di etichettatura degli alimenti con la quale si vuole cercare di mettere ordine in un panorama normativo molto vasto e variegato e, soprattutto, sempre ricco di novità e aggiornamenti. Dopo aver visionato la normativa europea, arriviamo a come in Italia è stata recepita la DIR 2000/13/CE. Cerco di essere molto sintetico per questo.

Le informazioni obbligatorie dei prodotti pre-confezionati che devono comparire in etichetta sono stabilite nel nostro paese dal D.Lgs. n.109/1992 integrato dal D.Lgs. 181/2003  e sono:

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Etichettatura dei prodotti alimentari Parte I: la normativa europea

etichete2 Cominciamo da oggi un escursus in tre parti sul panorama normativo dell’etichettatura degli alimenti. In questo primo articolo tratteremo orizzontalmente i principali aspetti della normativa europea in materia, soffermandoci su tutte quelle voci che obbligatoriamente devono essere presenti sull’etichetta di un alimento. Partiamo dalla norma comune, poi recepita dai singoli Stati, cioè la Direttiva 2000/13/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 marzo 2000 relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari, nonché della loro pubblicità. In alcuni punti si rimanda ad un approfondimento al sito ufficiale della sintesi della legislazione dell’UE.

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Meridionali meno intelligenti dei settentrionali perchè studiano meno e….mangiano peggio!

pulcin Riporto una notizia che ha creato non poche polemiche nei giorni scorsi. A quanto pare, una ricerca di un professorone irlandese dimostra che l’arretratezza del meridione d’Italia sia dovuta ad un minore Quoziente Intellettivo. Tale QI è determinato da alcune variabili quali il livello d’istruzione, dalla genetica e dall’alimentazione. Non condivido in pieno le tesi del ricercatore, ma ci sono alcune osservazioni che possono essere approfondite e discusse.

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“Aiuti alle piccole imprese innovative di nuova costituzione”

ff Presentato dalla Regione Puglia l’avviso per gli “aiuti alle piccole imprese innovative di nuova costituzione” finalizzato a stimolare la nascita di nuove micro e piccole imprese che intendano valorizzare a livello produttivo i risultati della ricerca in settori industriali innovativi, nonché ad attenuare gli effetti delle inefficienze presenti nel mercato dei capitali e del credito. Avviso per la presentazione delle istanze di accesso ai sensi del Regolamento Regionale n. 20 del 14/10/2008 pubblicato sul B.U.R.P. n.163 del 17/10/2008. Tra I settori industriali innovativi individuati da Delibera di Giunta Regionale n. 1552 del 07/08/2009, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 139 del 04/09/2009, c’è spazio anche per il settore agro-alimentare, con particolare riferimento alla ricerca sulle componenti biologiche alla base della qualità, tipicità e salubrità dei prodotti; alla tracciabilità e caratterizzazione, anche di mercato, del valore e della novità del prodotto; alle biotecnologie tra cui le produzioni ecocompatibili e a ridotto fabbisogno idrico e le tecnologie finalizzate all’individuazione di OGM.

Aiuti per microimprese e piccole imprese con i fondi POR Puglia

imagesCA05DDNW Fondo perduto del 20% e conto interessi su mutui fino ad 1 mln di euro. C’è ancora tempo fino al 30 marzo per presentare la richiesta. Parliamo del bando sugli “aiuti in regime di esenzione (regolamento n. 1 del 19-01-2009). L’agevolazione riguarda le micro e piccole imprese, sia commerciali (al dettaglio e all’ingrosso) che artigianali o piccola industria che investono anche sui settori alimentari, in particolar modo produzione di prodotti da forno, ristorazione, piatti pronti ed altro ancora (vedi di seguito nell’articolo). Il finanziamento è stato aumentato a 600 mila euro per microimprese e 1 mln di euro per piccole imprese: mutuo agevolato da 4 a 7 anni e gli interessi li paga la Regione. Altra novità, il fondo perduto fino a 50 mila euro anche per le piccole imprese. Ma vediamo nel dettaglio:

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Dal Made in Italy obbligatorio nessun valore aggiunto per l’extra vergine

oil Ecco un interessante articolo/inchiesta di Alberto Grimelli di Teatronaturale sulle dinamiche di prezzo del nostro olio extra-vergine d’oliva alla luce del nuovo regolamento Made in Italy.

Non è più un’affermazione astratta, sono i dati a dimostrarlo. Dal 2007 a oggi, dal regolamento 1019/02 al decreto De Castro fino al 182/09, la differenza di prezzo tra il nostro olio e quello spagnolo è andata a ridursi

Un momento per “Terra Madre”

Sono stato ieri sera all’evento “Ciak si….gusta” organizzato dalla condotta Slowfood di Alberobello e Valle d’Itria, con la proiezione del film-documentario “Terra Madre” del regista Ermanno Olmi.

Il film è una sorta di passeggiata all’interno delle tematiche che hanno ispirato “Terra Madre”, un progetto nato nel 2004 a Torino per iniziativa di . . . → Read More: Un momento per “Terra Madre”

Olio, etichetta d’origine obbligatoria. Ci siamo?

Forse ci siamo. Finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, il decreto ministeriale n. 8077 del 10 novembre 2009 recante “Disposizioni nazionali relative alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva di cui al Regolamento (CE) n. 182 della Commissione del 6 marzo 2009 che modifica il Regolamento (CE) n. 1019/2002”.
Nessuna sorpresa rispetto alle anticipazioni della vigilia se non che, del decreto, come allegato, sono parte integranti i registri e le relative istruzioni di compilazione e tenuta.

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